Oggi è il 9 marzo, il primo giorno di un periodo di isolamento che ci viene chiesto a gran voce per via del rischio diffusione e contagio #coronavirus, che in pochi rispettano e che io ho imposto a me e ai bambini.

Le scuole resteranno chiuse fino al 4 aprile, così Gabry, Allegra e Rafael ed io resteremo a casa, al massimo faremo capolino in giardino.
Non possiamo vedere i nonni, perché il mio babbone, come lo chiamo io, è anziano e debole, così senza aiuti e con un grande senso civico ho deciso di trasformare i miei appuntamenti di lavoro in videochiamate whatsapp, di ridurre le ore di consulenza da remoto e di rivedere tutti i miei ritmi.

Ho inviato un messaggio whatsapp ben strutturato ai nuovi contatti e ai clienti che avrei dovuto incontrare in questi giorni, ed hanno molto apprezzato questa decisione.

Ho avuto le prime 2 videochiamate stamane.
Oggi sarei dovuta essere alle 15.00 alla Baraccola e alle 17.30 a Porto Recanati. Un’agenzia web il primo e una nuova attività commerciale il secondo appuntamento. Abbiamo organizzato il lavoro proiettandoci tra 5 settimane, nell’incertezza della situazione vogliamo tutti credere che a maggio recupereremo la programmazione annullata di questo periodo, e aggiungo torneremo più forti di prima.

Ieri che c’era mio marito a casa, ho avuto tempo di preparare le regole di famiglia che terremo in queste settimane. Per convivere h24 limitando al massimo i momenti di crisi.

C’è spazio per sistemare casa, le colazioni, il pranzo, per giocare, studiare e poi ogni giorno ho scritto 5 parole nuove in inglese per i bambini, e 1 parola nuova in italiano. Cresceranno molto in questi giorni, ne sono sicura.

Mi aiuteranno passando più tempo con Raf che ha 22 mesi, così posso scrivere, telefonare, lavorare e cucinare e fare le lavatrici e sistemare casa.
Si perché questa è la mia giornata tipo e della donna italiana media che conosco.
Devo riuscire a fare tutto insieme e possibilmente dovrei tenere il sorriso e non lamentarmi, che c’è sempre chi sta peggio e stiamo tutti bene.

Oggi la giornata è iniziata con una bella energia, i bambini infatti hanno letto le regole e si sono messi subito a darmi un mano. Sono più calma rispetto ai giorni scorsi, in cui faticavo ad accettare il futuro che mi sarebbe aspettato, in cui sospiravo e navigavo nel più profondo pessimismo cosmico.

Ho fatto pace, ho deciso di rinunciare al mio lavoro per un periodo e di passare al meglio questo tempo a casa con i miei bimbi.
Devo pure stare attenta con la dieta che ora diventa un obiettivo snervante. Niente più corse mattutine alla Selva ma un lento scorrere del tempo tra casa, figli e piani marketing e attacchi di fame compulsiva da tenere a bada.

Ho impastato il pan brioche che voglio farcire con la crema di nocciole, e per ottimizzare i tempi mentre lievita ho messo su la pentola a pressione con le verdure, che devo svuotare e sciacquare per cuocere le lenticchie. Ed è solo lunedì…

Ho sentito mamma che vive a 3km da me, mia sorella in Olanda ed entrambe mi dicono che ho fatto la scelta giusta e che tutto questo passerà, speriamo in fretta. Il loro sostegno è importante per me.

Tutti a casa giorno #1, Coronavirus ti ricorderò per avermi insegnato a cambiare abitudini, abbattere certezze all’improvviso e a contare solo ed esclusivamente su di me.

Sui miei social pubblico le storie relative a regole e parole nuove da imparare ogni giorno, ricette e piatti realizzati, quelli venuti bene.

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Alice

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