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Quali sono le cause che possono ostacolare uno sviluppo armonico del linguaggio?

La funzioni respiratoria, quella alimentare e quella comunicativa sono interdipendenti l’una dall’altra ed è impossibile scinderle perché si influenzano a vicenda di conseguenza anche le loro eventuali disfunzioni sono collegate. Per cercare di prevenire eventuali problematiche può essere utile mettere in pratica alcuni accorgimenti già da quando il bambino è molto piccolo. È importante promuovere nel bambino l’esplorazione attraverso la bocca, di oggetti, mani e cibo per prepararla alla masticazione e alla fonazione. In base all’età valutate il momento più adeguato per inserire nell’alimentazione del bambino cibi difficili, che comportano una certa fatica nella masticazione e non prediligete un’alimentazione esclusivamente morbida. La masticazione allena e regola il tono della muscolatura della bocca e del viso. Alcuni giochi utili che potete fare con il vostro bambino per stimolare questa muscolatura sono i giochi di soffio, l’imitazione dei versi degli animali, le smorfie etc. E’ proprio la muscolatura del viso e della bocca che influenzerà uno sviluppo adeguato dei suoni del linguaggio. Per una sana respirazione, insegnate al vostro bambino una corretta igiene nasale è importante che sappia soffiarsi il naso. La respirazione orale non consente all’aria di essere “pulita”, innescando più facilmente infiammazioni alla gola, raffreddore, otiti etc. Gli studi hanno dimostrato che il permanere di abitudini viziate a lungo nel tempo come l’uso protratto del ciuccio e/o biberon, il succhiamento del dito o coperte, il mordicchiamento di unghie, labbra, matite  provoca una modificazione del palato rendendolo ogivale, il permanere di una deglutizione infantile perché la lingua è posizionata in modo scorretto,  uno squilibrio della muscolatura del bocca e del viso, una respirazione orale (con la bocca), una probabile alterazione dell’articolazione verbale e l’insorgenza di  malocclusioni. È sempre meglio e più funzionale giocare d’anticipo (in prevenzione) quando il bambino è piccolo piuttosto che in riabilitazione quando il bambino è più grande. Per quanto riguarda il ciuccio la Dottoressa Antonella Cerchiari, logopedista-deglutologa coordinatrice del Servizio Disfagia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e docente di logopedia presso l’Università di Tor Vergata di Roma, in un recente articolo spiega che nei primi mesi di vita grazie al ciuccio il bambino si consola, allena la suzione e sviluppa la coordinazione suzione-deglutizione; ma intorno ai 7-9 mesi quando il bambino sviluppa l’abilità di mordere non necessità più di succhiare. Quindi è importante non far crescere il ciuccio insieme al bambino. Se lasciate il ciuccio sempre della stessa dimensione, il bambino non trarrà più soddisfazione dal succhiare perché la sua bocca è diventata più grande. Dott.ssa Marta Natalucci Logopedista Cell. 3454729270 Email. martanatalucci93@gmail.com BIBLIOGRAFIA
  1. “Nuovo manuale di logopedia”, Adriana De Filippis Cippone,2012.
  2. “Il ciuccio fa male o no? Scopriamolo con l’aiuto di un’esperta”, Antonella Cerchiari, 2017.
  3. “Come aiutare i bambini a parlare meglio”, Barbara Ramella.
  4. “Valutazione e Terapia dello squilibrio muscolare oro-facciale”, Pasqualina Andretta.
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