Ben ritrovati cari genitori, un’estate è passata e volevo condividere con voi un progetto sulle emozioni che ho svolto con i bambini delle Scuole Primarie di Osimo. Tutti i bambini vivono intensamente l’ amore, la felicità, la sorpresa, la  paura, la rabbia, la noia, la tristezza….. Non esistono emozioni positive ed emozioni negative, quindi queste ultime non vanno inibite. Tutte le espressioni emotive dei bambini vanno ascoltate, comprese e contenute, affinché il bambino interiorizzi questa capacità che gli farà da guida nel suo sviluppo. A questo scopo dobbiamo tenere presente che i bambini imparano più da quello che noi genitori facciamo che da quello che diciamo: osservano come noi adulti trattiamo le nostre emozioni e ci imitano. Una relazione basata sul dialogo e sull’ascolto empatico e reciproco, costituirà il migliore fattore protettivo per affrontare serenamente l’adolescenza. Anche lo sport è un valido aiuto per esprimere in modo corretto la propria emotività. Altrimenti nell’incapacità di gestire adeguatamente le proprie emozioni, da ragazzi saranno tentati di delegare questa funzione a situazioni esterne (cibo, droga, alcool, …). In questo progetto ho analizzato 4 emozioni: felicità , amore, paura e rabbia. Ho notato che per questi bambini la felicità è di stare in contatto con la natura, con gli animali, poter giocare liberi all’aria aperta. Ma è anche la capacità di donare all’altro, di stare soprattutto con la propria famiglia e anche con i propri amici, compagni di scuola. L’unione, l’armonia familiare è la cosa che rende il bambino più felice in assoluto. Ma per i bambini che frequentano la scuola primaria anche il gioco, lo sport, la musica, li rende enormemente felici. Noi adulti compriamo tanti giocattoli ed oggetti tecnologici..Ma la felicità non viene da un oggetto o da troppa tecnologia. Spesso, infatti, stare sempre connessi, si trasforma in fatica per la famiglia. Manca proprio lo spazio privilegiato per le relazioni tra adulti e bambino, perchè ci vuole tempo x nutrire il rapporto con il proprio partner e i figli. E mi ripeto, perchè è molto importate, sono delle buone relazioni a farci tutti felici. Per quanto riguarda l’Amore, sopra ogni cosa c’è  l’amore per la propria famiglia. Infatti la più grande paura per un bambino è proprio quella di essere abbandonato, che spesso si esprime attraverso l’ansia di separazione dal proprio genitore, quando il piccolo deve inserirsi, ad esempio, nel nuovo contesto scolastico. È per questo che una relazione di qualità con il proprio figlio, determina un attaccamento sicuro e amore verso se stesso e  verso l’altro. È stato interessante notare che per molti bambini è importante l’amore per il proprio mondo,  il rispetto dell’altro e dell’ambiente. È bellissimo vedere che l’amore passa proprio attraverso l’accettazione di tutti, soprattutto di chi può essere diverso da noi. Il rispetto per l’altro previene il bullismo, il razzismo, atteggiamenti di omofobia e la violenza di genere. E ora tratteremo un emozione molto comune e molto forte nei bambini: la paura. La paura più forte è quella di perdere l’altro, di essere abbandonato, di non avere più un punto di riferimento. Poi c’è la paura di vedere e di sentire una realtà che spaventa, fatta di tensioni, di litigi, di vuoti da colmare..Dai 7- 8 anni emerge anche la paura del non domani, ovvero della morte, dato che il bambino inizia ad essere curioso su questa tematica ed è in grado di comprendere che la morte interessa tutti, lui compreso e i suoi genitori ed è irreversibile, senza possibilità di ritorno. Nei bambini più piccoli le paure più comuni sono quelle del buio, dei mostri nella propria stanza e dell’entrata dei ladri in casa. Le paure comunque fanno parte della crescita, sono il mezzo con cui ogni piccolo si difende e trasmette le sue ansie su  un oggetto, un animale, un luogo o una situazione..I bambini provano molte paure perchè si sentono indifesi e conoscono ancora poco del mondo che li circonda. Ecco perchè si superano con la crescita. In altre parole sono transitorie e legate alla realtà che il bambino va scoprendo. La paura del temporale, del buio o di alcuni animali dipende, solitamente, dalla difficoltà a controllare questo tipo di realtà. Poi ci sono paure che nascono da esperienze negative, come la paura del dottore, perchè rimanda al dolore fisico e alla malattia. In ogni caso sono tutte paure fisiologiche, cioè assolutamente normali, che hanno una preziosa funzione protettiva. Servono ad aiutare il bambino a sviluppare la capacità di reagire e la vigilanza. Il bambino, inoltre, proietta all’esterno, per difesa, le cose che lo agitano dentro di lui, in genere i sentimenti negativi, e questi si trasformano in fantasmi e mostri. Quando il bambino ha paura non serve forzarlo a diventare coraggioso, anzi è controproducente, perchè il bimbo si sente incompreso. E ancora più negativo è deriderlo. È necessario, invece, rispettare i suoi tempi e ascoltare con attenzione e disponibilità i racconti delle sue paure. Il genitore deve diventare alleato del bambino, lanciandogli questo messaggio: lottiamo insieme contro le tue preoccupazioni! Infine come ultima emozione esamineremo la rabbia. La rabbia più forte nella scuola primaria la prova chi è vittima di bullismo, di prevaricazioni, di umiliazioni sia fisiche che psichiche. Spesso la rabbia viene soffocata, perchè non può essere contenuta e metabolizzata da un adulto di riferimento. Per i bambini più piccoli emerge la rabbia per la perdita del possesso di un oggetto, di un amicizia… La rabbia è una manifestazione del tutto normale, è una tappa obbligata della crescita di ogni bambino. È un grande segnale positivo, il bambino sta scoprendo il proprio io, impara chi è e che cosa vuole. Quando il bambino è arrabbiato bisogna mantenere la calma, se il bambino urla non serve urlare più di lui. Come è inutile alzare le mani, in questo modo si può compromettere seriamente il rapporto di fiducia con il proprio figlio e chi lo fa spesso è soggetto a un profondo senso di colpa. Un bambino prova rabbia a seguito di un incidente del quotidiano (un gioco si rompe, sparisce, qualcosa va storto per il bambino). O quando non accetta un no del genitore. È importante mettere dei limiti, stabiliti insieme da mamma e papà, ma non dovrebbero essere più di 3-4 regole..Un consiglio è la regolarità, che è una grande risorsa per il bambino, che lo aiuta ad accettare anche quei momenti della giornata che possono scatenare la sua rabbia, come ad esempio quando è ora di andare a dormire… Concludo invitando voi genitori e i vostri figli a vivere intensamente le vostre emozioni nel momento in cui si presentano. I bambini, ricordatevi, hanno bisogno di noi, anche per imparare ad autogestire la propria emotività e cosi evitano di soffrire di disturbi psicosomatici, come mal di pancia, cefalee, enuresi, encompresi.. Dott.ssa Alessia Tombesi   Psicologa Psicoterapeuta familiare Cel. 3388261585 Fb Alessia Tombesi]]>